III Forum Internazionale: valutazione, premiazione e riflessioni per un giornalismo globale


Sono stati due giorni intensi dedicati all’informazione e alla comunicazione per un giornalismo globale. Il 4 e 5 febbraio a Barcellona si è svolto il III Forum Internazionale DevReporter, l’attività conclusiva del progetto europeo che ha visto protagonisti Lafede.cat, il COP e RESACOOP. In tutto circa 150 persone provenienti dalla Catalogna, dal Piemonte e da Rhône-Alpes, che hanno partecipato alle diverse attività previste, sia quelle di valutazione interna sia quelle aperte al pubblico.

Il Forum, come attività di chiusura, aveva come scopo principale quello di valutare complessivamente i tre anni di progetto: punti forti e deboli, e quali le sfide future. Molti comunicatori delle ONG e giornalisti coinvolti nel progetto hanno coinciso nel riscontrare alcune difficoltà a rafforzare le relazioni inter-regionali per mancanza di spazi, per le diversità linguistiche e le differenze presenti nelle diverse realtà locali. Inoltre, la maggior parte dei gruppi di lavoro non sono riusciti a consolidare relazioni con i giornalisti del Sud del mondo e a coinvolgerli nel progetto.

È, invece, migliorata la conoscenza reciproca tra comunicatori e giornalisti, con un risvolto positivo sia sulla comunicazione che fanno le organizzazioni sia sull’informazione dei media. È stato, altresì, positivamente valutato lo sviluppo pratico delle teorie elaborate e il lavoro congiunto svolto grazie alle borse di studio DevReporter. Positiva è stata anche la realizzazione congiunta del Vademecum: si tratta di un codice da utilizzare per l’ideazione di reportages internazionali.

Teoría e pratica: Vademecum e borse

Diversi giornalisti e organizzazioni beneficiarie hanno partecipato alla tavola rotonda per spiegare l’esperienza delle borse di studio. Lia Curcio dell’ONG LVIA, finanziata per il reportage Oro azul, ha evidenziato come il lavoro congiunto abbia permesso di comunicare in termini giornalistici le attività sviluppate in Kenya.

Il giornalista Mathieu Martinières di WeReport, della regione di Rhône-Alpes, che ha realizzato il progetto Rom tra esclusione e integrazione, ha spiegato come abbia facilmente avuto accesso alle fonti di informazione, grazie all’organizzazione Forum Réfugiés COSI. Tuttavia ha riscontrato alcune difficoltà nel distinguere la comunicazione propria delle ONG dalle notizie di tipo giornalistico.

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Il giornalista catalano Pere Rusiñol di Alternativas Economicas, beneficiario della borsa di studio con l’ONG Observatori DESC per il reportage La battaglia globale per il diritto alla casa, ha sottolineato che, grazie alle borse di studio, si è permesso ad un mezzo di comunicazione alternativo, e con poche risorse, di viaggiare in Brasile e negli Stati Uniti.

Durante il Forum è stato anche previsto uno spazio per riflettere sulle sfide della comunicazione partendo dalla visione delle ONG.

Yolanda Polo, coordinatrice dell’ONG spagnola CONGDE, e Soledad Briones di CONCORD, hanno sottolineato la necessità di costruire ponti tra i diversi attori della comunicazione e tra spazi locali e globali. In questa direzione lavorano le due piattaforme, così come il progetto DevReporter.

I criteri per l’assegnazione delle borse di studio si sono basati su linee guida che i giornalisti e i comunicatori delle Ong hanno elaborato durante il progetto e che sono state successivamente trasferite nel Vademecum. Questo codice è stato molto apprezzato al Forum, tanto da far interrogare diversi partecipanti su come implementarlo e dargli continuità.

Alla tavola rotonda sul Vademecum hanno partecipato quattro rappresentanti della categoria dei giornalisti: Marc Vidal, vicerettore del Collegio dei Giornalisti della Catalogna; Stefano Tallia, segretario generale della Stampa Subalpina; Ricardo Gutiérrez, segretario generale della Federazione europea dei giornalisti e Thierry Borde, direttore della rete Médias Citoyens.

Tutti i partecipanti hanno apprezzato il documento e si sono impegnati a diffonderlo all’interno della propria rete di giornalisti. Marc Vidal e Thierry Borde hanno entrambi sottolineato il fatto che vada enfatizzato un giornalismo di proposta.

La crisi del giornalismo è stato un argomento costante durante la tavola rotonda. Sia Ricardo Guiterrez che Stefano Tallia hanno ricordato come, in questo contesto, siano richieste nuove alleanze come quelle con le ONG per comprendere il mondo. Il Vademecum, secondo Guiterrez, include una serie di principi etici che vanno nella stessa direzione del Codice della Federazione europea dei giornalisti.

I vincitori delle borse di studio

I finalisti dei reportages selezionati sono stati tre, a cui va aggiunto un finalista premiato dal pubblico. I reportages finanziati dalle borse di studio sono stati 18 in totale, sei per ogni regione. Durante la cerimonia, il primo premio è stato assegnato al reportage di Rhône-Alpes, Rom, tra esclusione e integrazione, il secondo a Guinendadi, la strada guineana verso lo sviluppo, che ha vinto anche il premio del pubblico, e infine il reportage catalano Il Congo dopo la corsa al coltan. Viaggio al punto zero del mondo digitale.

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Tandem giornalistico: Adzuba e Terribas

Dopo la premiazione, la giornalista congolese Caddy Adzuba e la catalana Monica Terribas si sono confrontate su come migliorare la comprensione del mondo attraverso il giornalismo.

Entrambe concordano sulla necessità di fare informazione internazionale senza eludere le complessità delle cause e dei contesti in cui ci si trova ad operare.

Ma fare giornalismo non è sempre facile, ci si trova con degli ostacoli di fronte.

Secondo Terribas, c’è la pressione del pubblico, ma soprattutto la tradizione giornalistica di “mettere le informazioni in format prestabiliti” senza guardare il mondo nel suo complesso: “isoliamo l’informazione internazionale, la mettiamo in competizione con altre sezioni dell’informazione e quindi prevale un criterio di prossimità”.

Caddy Adzuba, come Terribas, sottolinea la necessità di avere spazi e tempi per fare un buon giornalismo e per muoversi sul campo. Inoltre ha sostenuto come i mezzi di comunicazione debbano contribuire alla pace, come Cuarto Poder.

L’iniziativa radiofonica di Radio Okapi ha sviluppato il “giornalismo sensibile ai conflitti”: si cerca di andare oltre l’atrocità delle vicende; spiegando le ragioni dei conflitti e portando avanti un giornalismo che segue le vicende nel tempo.

Eppure la tendenza, secondo Adzuba, è uno squilibrio nella copertura ‘Nord-Sud’ che a volte porta a chiedersi se “le nostre vite hanno più o meno lo stesso valore” rispetto a quelle degli occidentali.

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Video in streaming della premiazione Devreporter e della conversazione tra Caddy Adzuba e Monica Terribas:

Vídeo de l’acte públic del Fòrum Internacional DevReporter

Las fotos del Foro DevReporter aquí

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